Comune di
BATTIPAGLIA
(Regione
Campania ).
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BATTIPAGLIA
Nata come "colonia agricola" nel 1858 all'indomani di un violento terremoto che colpì il Vallo di Teggiano e la Basilicata, Battipaglia divenne Comune autonomo con Regio Decreto del 28 marzo 1929. Il nome dell'abitato, spesso unito a quello di Castelluccio, è tuttavia, di origini molto antiche, come testimoniato dalla sua menzione per la prima volta in un documento di Roberto il Guiscardo del 1080 d.C. in cui si confermava alla Chiesa di Salerno il possesso dei beni fra il Tusciano ed il Sele, ed in un successivo documento del 1092 d. C., quale soprannome di una famiglia che abitava sulle rive del Tusciano.
Nel XIII secolo l'importanza di Battipaglia crebbe notevolmente, come scrive Alfonso Menna, il vero fondatore della Città, colui che fu il promotore delle ragioni dell'autonomia amministrativa della frazione di Battipaglia in relazione agli sviluppi della bonifica della Piana, e che il 19 Aprile 1929 fu nominato Commissario per l'Amministrazione provvisoria del Comune.
Battipaglia "primo comune rurale creato dal Regime nel Mezzogiorno d'Italia" può considerarsi come "città nuova" nel contesto delle operazioni di bonifica intraprese intorno agli anni Trenta all'interno di un progetto volto a fondare nuove città con massicci trasferimenti di popolazioni da altre regioni e territori. Dopo la sua elevazione a Comune autonomo ebbe una propria sede municipale (in P.zza Duchessa D'Aosta oggi P.zza della Repubblica) con strade interne ed esterne, uffici e servizi amministrati ... Leggi tutta la storia
Musei :
Monumenti :
Il Castello di Battipaglia denominato Castelluccio o comunemente anche
Edifici Religiosi e Santuari :
Santuario Santa Maria della Speranza :: Padri Stimmatini
Eventi e Sagre :
22 Maggio Festività S. Rita; Mese di Giugno Festa del Sacro Cuore (ricorrenza Corpus Domini). 1^ Domenica di luglio Festa patronale - Santa Maria della Speranza.
Enogastronomia : Una antica leggenda narra della ninfa etrusca Baptì-Palìa, che regnava nelle paludi della pianura di Battipaglia, che si estendevano fin verso il mare. Ella custodiva gelosamente il segreto della Mozzata di Bufala ( l’antica denominazione della Mozzarella di Bufala ), cibo prelibato, riservato esclusivamente agli Dei. All’alba di ogni giorno, la ninfa si dedicava alla mungitura delle Bufale che pascolavano allo stato selvatico nelle paludi e, dopo un laborioso e complesso procedimento, solo da lei conosciuto, si accingeva alla “filatura” della cagliata. E dal morbido impasto perlaceo ne “mozzava” dei pezzi di forma sferica, per ottenerne la preziosa Mozzata. Alla fine, dopo averla preparata con cura e riposta in canestri di vimini, adornandola con ramoscelli di mirto ed altre erbe aromatiche che ne esaltavano il sapore, ella si recava alla dimora degli Dei per offrirla alla loro mensa. Il Fato volle che un giorno la ninfa Baptì-Palìa si imbattesse in un giovane pastore di nome Tusciano, il quale giaceva dolcemente addormentato sulla riva del fiume Presa dalla rara bellezza di Tusciano, ella se ne invaghì e, dopo averlo svegliato con delicate carezze, gli dichiarò il proprio amore e, come pegno di esso, gli svelò il segreto della Mozzata di Bufala. Il giovine, ingenuamente e per farsene vanto, rivelò tale segreto alla gente delle vicine contrade. Gli Dei, adirati per il fatto che i mortali fossero venuti in possesso del segreto della Mozzata di Bufala, punirono la ninfa ed il suo innamorato, condannandoli a girovagare per le paludi, senza mai potersi incontrare.
Qualcuno giura che, per secoli, nelle notti di luna, nei pressi di queste antiche paludi, si udissero ancora le voci lontane dei due innamorati che si chiamavano l’un l’altro, cercando di raggiungersi, ma invano! Oggi, per fortuna, i due amanti possono dirsi ricongiunti, poiché la ninfa Baptì-Palìa è divenuta l’operosa cittadina di Battipaglia, la quale stringe in un eterno abbraccio il suo Tusciano, trasformatosi nel fiume che la attraversa. E Battipaglia è ritornata, come ai tempi antichi, a svegliarsi all’alba per la mungitura delle Bufale sparse per la pianura, e col loro latte fa rivivere, attraverso i suoi artigiani e gli esperti «casari», il rito quotidiano della Antica Mozzata di Bufala. Il cui segreto molti, al di fuori delle nostre terre, cercano di carpire, ma a tutt’oggi tutti i tentativi sono risultati inutili.