Comune di
SARNO
(Regione
Campania ).
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SARNO
Cenni storici
La città di Sarno si sviluppa alle falde del monte Saro. In tutta la fascia pedemontana si trovano numerose sorgenti, che danno origine ad altrettanti corsi d'acqua. Tra i più notevoli il rio Foce, il rio Palazzo e il rio Santa Marina, i quali, confluendo formano il fiume Sarno. E' il fiume che ha dato il nome alla città e all'intera valle. Per la sua fertilità quest'ultima fu il cuore della Campania Felix degli antichi poeti latini. "Real Valle" la chiamarono poi gli Angioini.
Tracce di frequentazione preistorica, all'alba della civiltà, si hanno per i siti sarnesi di Foce e San Giovanni, adiacenti a sorgenti del fiume e distanti tra loro appena 2 Km.
La comparsa dell'uomo preistorico a Foce si fa risalire ad un momento avanzato del neolitico medio, cioè seconda metà del IV millennio (3500 a.C.). La sua presenza perdura nel posto per circa 1700 anni, fino alla prima età del bronzo (1800 a.C.). a quest'ultima epoca viene datato l'abbandono del villaggio preistorico, che nel frattempo era sorto a Foce. Mentre per la località di San Giovanni è attestata una frequentazione nella media età del bronzo appenninico (XIV sec. a.C.).
Verso l'inizio del I millennio a.C. comincia ad acquistare importanza commerciale e strategica il vecchio tratturo preistorico, divenuto vera e propria strada pedemontana (la futura Popilia, poi Tabellara), che, costeggiando i monti sarnesi, dal territorio nocerino porta a quello nolano.
E' lungo l'alto corso del fiume, ai ma ... Leggi tutta la storia
Musei :
Sito archeologico di Foce;
Monumenti :
Castello medioevale: Il castello, elemento di epoca medioevale, i cui ruderi sono ancora oggi visibili, fu eretto sul monte Locolano, probabilmente sui resti si un tempio romano, durante il periodo della dominazione sveva, opera che fu continuata poi dagli Angioini e quindi dagli Aragonesi. Famoso perchè in esso dimorò il conte Francesco Coppola che partecipò alla Congiura dei Baroni, contro il re Ferdinando I di Aragona che era stato il suo benefattore. Il castello, di somma importanza per la posizione in cui era stato collocato, inizialmente controllava strategicamente i traffici commerciali da nord a sud, sulla strada per la Puglia. I ruderi attuali denotano un'architettura di fortificazione militare, legata all'immediato borgo medioevale, con le mura di cinta, i cui resti affiorano lungo la collina disegnandone il perimetro costruttivo di carattere tardo-gotoco (XII - XIV secolo) e delimitato da torri isolate, tra cui una a pianta quadrata e un'altra (dell'Orso) a pianta circolare, forse perchè edificata in epoca più tarda; Monumento a Mariano Abignente: Il nobile Mariano è uno dei quattro campani protagonisti della vittoriosa disfida di Barletta.
Edifici Religiosi e Santuari :
Chiesa San Matteo; Santuario Santa Maria di Foce; Santuario della Madonna delle Tre Corone; Chiesa e convento di San Francesco; Duomo di Episcopio; Chiesa di San Teodoro; Chiesa di Sant'Andrea;
Eventi e Sagre :
Carnevale; Le Croci e i Paputi del Venerdì Santo; Festa del Patrono; Ferragosto Festa di San Matteo; La festa dell'Immacolata
Enogastronomia : Da assaggiare
Autentiche prelibatezze per i palati più raffinati sono i gamberetti e le anguille, un tempo abbondanti nel celebre fiume. Queste ultime possono essere gustate a tranci impanati con farina e saltati nell’olio. Gustosa è la pizza di gamberetti di fiume, preparati in un soffritto di aglio e peperoncini e impastati con farina di granoturco. Si consiglia di assaggiare lo stoccafisso arreganato con pomodoro, aglio e origano.
Olio extravergine di oliva Colline Salernitane
Descrizione del prodotto
L'olio extravergine DOP "Colline Salernitane" è limpido, a volte velato; ha colore verde con riflessi paglierini. All'olfatto mostra un deciso ed ampio sentore di fruttato di oliva pulita, con discrete note di foglia verde, di erba e di pomodoro acerbo. Al palato rivela un sapore deciso e persistente, gradevolmente amaro e piccante, giustamente corposo con buona ed equilibrata struttura e chiari sentori amarognoli di carciofo, cardo e vegetali amari. Il retrogusto è pulito. L'acidità non deve eccedere lo 0,70%, con una presenza di polifenoli maggiore o uguale a 100 mg/kg.
L'olio si ottiene dalla premitura di olive delle varietà autoctone o di antica introduzione. Infatti possono concorrere la Rotondella, il Frantoio, la Carpellese o Nostrale per almeno il 65% l'Ogliarola e il Leccino, escluso, quest'ultimo, per i nuovi impianti o reimpianti, in misura non superiore al 35 %. È, infine, ammessa la presenza di altre varietà locali per un massimo del 20%.
Nella zona prevalgono gli impianti specializzati. Le tecniche di coltivazione adottate sono di buon livello; in alcuni comprensori si sono affermate soluzioni tecniche-organizzative molto innovative, come la raccolta e la potatura meccanica delle olive. Le tecniche da utilizzare sia negli oliveti che nei frantoi sono dettate dal Disciplinare di produzione, che a tutela della qualità del prodotto impone particolare cura nelle fasi della raccolta, del trasporto e della conservazione delle olive. La produzione massima di olive non deve superare i 12.000 Kg/ha e la resa in olio non può superare il 20%. I frutti destinati alla produzione di olio DOP Colline Salernitane devono, infatti, essere raccolti, entro il 31 Dicembre di ogni anno, esclusivamente a mano; è autorizzato l'ausilio di mezzi meccanici, come scuotitori e pettini vibranti.
Vanno osservate tutte le precauzioni necessarie ad evitare rotture e ferite ai frutti e la contaminazione degli stesso con materiali terrosi. E' vietata la raccolta delle olive cadute a terra, l'uso di cascolanti, così come l'utilizzo dei sacchi per il loro trasporto in azienda o al frantoio. Le olive raccolte vanno conservate e trasportate in cassette forate dalla capacità massima di 25 Kg. e molite entro e non oltre il secondo giorno dalla raccolta.
Per l'estrazione dell'olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici che preservino il più fedelmente possibile le caratteristiche di qualità del frutto.