Comune di
MAIORI
(Regione
Campania ).
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MAIORI
Ad oggi non si sa con certezza chi siano stati i veri fondatori di Maiori. Esistono le ipotesi più varie. Ci sono teorie che attribuiscono la fondazione della cittadina ai greci, agli etruschi, ai picentini, ai romani e finanche al principe dei longobardi Sicardo.
Il nome originario di Maiori era Reghinna Maior per distinguerlo dalla vicina cittadina Reghinna Minor (l'attuale Minori).
Inizialmente tutte le cittadine della costa vennero formate dai conquistatori che si susseguivano, come p.e. gli etruschi ed i romani. Nel periodo della caduta dell' Impero Romano d'Occidente vi furono altri insediamenti.
Intorno all' 830 i luoghi della costa furono riuniti in una "Confederazione degli Stati Amalfitani". Fecero parte della Repubblica marinara di Amalfi le città tra Lettere e Tramonti e tra Cetara e Positano (come anche Capri). I loro abitanti, in maniera collettiva, vennero chiamati "Amalfitani". Ogni città in quel periodo mantenne il proprio nome e la propria autonomia amministrativa, svolgendo un ruolo specifico nella Confederazione.
Dopo l'anno mille Maiori (assieme ad Amalfi) passò a fare parte del Principato di Salerno e ne seguí le vicende storiche.
Nel 1343 una mareggiata distrusse gran parte del litorale di tutta la Costiera, che -tra l'altro- viene anche menzionata in una lettera di Francesco Petrarca al Cardinale Giovanni Colonna. ... Leggi tutta la storia
Musei :
Museo della Collegiata di Santa Maria a Mare
Monumenti :
Palazzo Mezzacapo. Castello di S.Nicola de Thoro-Plano
Edifici Religiosi e Santuari :
Santuario Santa Maria a Mare; Chiesa di S. Maria del Carmine; Chiesa di S. Giacomo, Chiesa e Monastero di San Francesco; Chiesa di S. Rocco; Chiesa e Convento del S. Rosario; Santuario di S. Maria delle Grazie; Chiesa di S. MartiChiesa di S. Pietro in Posula; Chiesa di S. Maria del Principio; Chiesa di S. Maria Assunta; Complesso monastico di S.Maria Olearia; Convento di S. Maria della Pietà e la Chiesa delle Clarisse
Eventi e Sagre :
La Processione dei Battenti a Maiori (090409). Capodanno in Costiera Amalfitana (dal 29/12/08 al 03/01/09). I presepe a Maiori (dal 23/12 al 07/01/09). Natale e Capodanno a Maiori (08/12 al 06/01)
Enogastronomia : Maiori, come molti altri centri della Costiera Amalfitana, raccoglie in gastronomia tutti gli elementi tipici della cucina fatta di prodotti della locale agricoltura, fusi con le risorse del pescato delle acque del Golfo di Salerno. Ciò non toglie che le sue ricette tipiche hanno una precisa differenziazione con piatti originali che si tramandano da generazioni.Da sempre con un piede nel campo e l'altro in barca, quella maiorese
(e costiera in generale) è la dieta della "Volpe Pescatrice", che mixa sapientemente prodotti di campo e fragranze marine: una cucina tradizionale ma ad un tempo eclettica, sempre aperta a nuove sperimentazioni…
Cominciamo dalla primavera, con le tenere primizie dell'orto: scarole, cicorie, verze… assieme a nogli, pezzenti (insaccati di maiale) ed erbette aromatiche tutte nella "menesta 'mmaretata"; Altra formidabile accoppiata: fave fresche, "fellate" di soppressate o capicollo (salami) e "casatiello", il pane tipico pasquale fatto con cigoli della sugna e abbondante pepe.
Con la bella stagione le vacche Tramontine tornano a brucare l'erba…e si sente! Nelle delicate ricotte, nei fiordilatte, nelle squisite provole affumicate, e caciocavalli, caciotte o profumatissimi provoloni del monaco… Anche la pesca riprende vigore, sempre mixando, primi piatti mare e monti: laganelle peperoni e scampi, tubetti con fagioli e cozze, scialatielli capperi, olive nere e vongole, fusilli gamberi e zucchine e, per secondo: pezzogne all'acqua pazza, totani e patate, calamari e piselli, scarole tirate in padella con alici salate, "purpetielli" (polipetti) alla luciana, pesce serra in cassuola, fantastici sautè di frutti di mare, fritture di fravaglie con porri macerati in aceto…e soprattutto le speciali pizzelle di cecenielli (bianchetti) in foglie di limone o il pesce castagna alla brace…
Il tutto innaffiato da un fresco Bianco Costa d'Amalfi - Tramonti, Ravello, Furore - ma anche da Rosati carezzevoli e vivaci, o da un Rosso secco e corposo: "...capace di metterti dentro tutto il sole e tutta l'allegria che hai sulla pelle…" (L. Veronelli).
Arriva l'Estate e, se l'afa mortifica l'appetito, soccorrono i freschi prodotti dell'orto, da consumarsi crudi, senza particolari preparazioni, oppure come parmigiane di "mulegnane" (melanzane) o di "cucuzzielle" (zucchine), peperoni o pomodori 'nbuttunati (ripieni), ciambotte, pizzelle di fior di zucca (frittelle) e le fantasiose Melanzane al Cioccolato.
LA PIZZA TUTTO L'ANNO!
Assolutamente da non perdere il limone all'insalata: il magnifico sfusato amalfitano, tagliato e fette spesse e condito con olio, sale, aceto e mentuccia.
L'arrivo del freddo dirada le giornate all'aperto. Si compensa a tavola però, con portate che ora si fanno corpose.
Minestre: di farro e fagioli, di castagne e fave secche, di ceci condite di abbondante olio e prezzemolo. Primi piatti: 'ndundari al ragù, gnocchi alla sorrentina, "crespolini", "cannelloni" e sformati vari fatti con formaggi teneri, insaccati di maiale e verdure. Secondi: di carne alla pizzaiola, origano, aglio e pomodorini del "piennolo", milza imbottita, coda di vacca alla genovese... e di pesce: baccalà e patate, sgombro in salsa di cipolle e aceto, calamaro imbottito. Il capitone fritto, immancabile la notte della Vigilia.
La rustica caponata, o le fragranti bruschette coi pomodorini del piennolo quasi sembrano riportare la bella stagione. Come pure i filetti di tonno e le alici sotto sale stipati nei tipici "vasetti" di terracotta. Il liquido ambrato sul fondo dei recipienti poi, filtrato e aromatizzato con noci, prezzemolo e pinoli, costituirà l'esclusivo condimento dei vermicelli alla "colatura di alici" altro "piatto della festa" la sera della vigilia.
Anche i dolci seguono le stagioni: chiacchiere e sanguinaccio a Carnevale; zeppole di patate a S. Giuseppe; pastiere di grano a Pasqua; crostate di frutta in estate; e nel periodo natalizio susamielli, esse di miele, roccoco', mostaccioli, torroncini alla crema di limone, zeppole e struffoli guarniti di variopinti diavolilli.
Per tutto l'anno invece delicati sorbetti e squisite delizie al limone, torte capresi; sfogliatelle S. Rosa…e "zizze 'e monache" (o sospiri) un dolce tutto maiorese.
Raccomandiamo gli antichi liquori: mortello, nocino, laurino, fragolino, finocchietto, nanassino, concierto, il celeberrimo limoncello… o, casomai, un assaggio di tutti quanti! Buon appetito!
E' mulegnane c'a' ciucculata
Antica tradizione cittadina, le "mulegnane c'a' ciucculata", rappresentano il piatto più maiorese che possiate trovare, una sorta di sformato che col suo aroma addolcisce il Ferragosto maiorese e la festa dell'Assunzione in special modo…