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Regione Campania
 
 
Elenco Regioni
 


   
Cartina Geografica Campania
Denominazione Abitanti
Campani
Codice Istat 15
Sigla Regione CAM
Kmq 13.595
Montagna 34,60%
Collina 50,80%
Pianura 14,60%
Capoluogo
Napoli
Zona
Italia Meridionale
Numero Comuni 551
Numero Province 5
 
Province Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno,
 
Popolazione : 5.701.931 ( Maschi : 2.778.532 | Femmine : 2.923.399 )
 
Storia : La Campania fu abitata originariamente da Ausoni, Aurunci e Osci; tracce di queste civilizzazioni sono visibili nel Parco Di Roccamonfina (CE) e presso Calvi Risorta (CE); la parte settentrionale della regione verso l'VIII secolo a.C. venne colonizzata dagli Etruschi, fondatori dell'antica Capua (l'attuale Santa Maria Capua Vetere) e dai Greci che stabilirono importanti colonie come Palepoli (Napoli), Cuma e Paestum. Le aree interne vennero progressivamente occupate dai Sanniti, coi quali, alla fine, si scontrarono i Romani per il controllo della regione. La Campania fu, quindi, teatro dello scontro delle più forti potenze regionali in espansione: dopo un duro confronto, i Romani l'ebbero vinta e la Campania venne romanizzata entro il 304 a.C. Capua, detta l'Alter Roma, Baia, Cuma, Napoli, Pompei, Ercolano, Nola e Avella furono importantissimi centri della romanità e la latium-campania era un'unica regione amministrativa, nella riforma territoriale operata da Augusto.Con la caduta dell'Impero, il territorio fu teatro degli scontri fra Goti, Bizantini e Longobardi; questi ultimi istituirono una serie di Ducati fra i quali il più famoso fu quello di Benevento (570); i Bizantini tennero Napoli fin quando i Normanni, stanziati nella Contea d'Aversa, con Roberto il Guiscardo, non li cacciarono dall'Italia meridionale giungendo, infine, con Ruggero II, ad unificare il mezzogiorno federando i loro possedimenti, con capitale Palermo. Ai Normanni succedettero prima gli Svevi, tramite il matrimonio fra Costanza d'Altavilla e Federico Barbarossa, poi gli Angioini, che fecero di Napoli il centro del regno (1268), infine gli Aragonesi (1442). In questo periodo Napoli fu un grande centro culturale ed umanista. La Repubblica Napoletana (1799), nel 1806 la Campania fu conquistata dalle truppe napoleoniche, ma i Borbone tornarono nel 1815, unificando i due Regni di Napoli e Sicilia, attraverso la costituzione del Regno delle Due Sicilie, che resisterà fino all'Unità d'Italia. Gli anni postunitari sono marcati da diverse emergenze e crisi, fra le quali la questione agraria ed il correlato fenomeno del brigantaggio (vale la pena ricordare che il Matese era stata zona di "predicazione" di Bakunin, padre dell'Anarchia), il progressivo indebolimento di importanti settori industriali promossi dai Borbone tramite politiche protezionLa Campania divenne così dominio spagnolo (1505), come Viceregno di Napoli, fino al breve interregno (1707/1734) austriaco in seguito alla Guerra di Successione Spagnola, al quale seguì il Regno dei Borbone durante il quale Carlo III elevò Napoli al rango di una delle massime capitali dell'Europa coeva: va comunque sottolineato come l'esperienza borbonica sia storiograficamente molto dibattuta; ad un certo sviluppo dell'economia favorito da politiche di tipo protezionista fanno da contraltare spietate politiche conservatrici e reazionarie a protezione di un sistema che, soprattutto nelle campagne, era di tipo feudale. Napoli è stato un notevole centro di produzione culturale durante l'illuminismo. Fallito l'esperimento democratico deliste ed il lento consolidamento della camorra nella città di Napoli. Con l'inizio del Novecento, gli interventi di stato ed il protezionismo segnano un momento di ricrescita e di espansione economica che fanno di Napoli uno dei principali poli industriali del Mezzogiorno, seppur in un quadro di generale ed allarmante ritardo rispetto al settentrione. In questi anni si segnala un certo protagonismo culturale di un'intellighentia che teorizzerà la così detta questione meridionale, ovvero il dibattito sulle cause del sottosviluppo che attanaglia tutto il meridione, di fronte ai grandi progressi registrati dalle regioni d'Italia del nord-ovest. Il dopoguerra è fortemente caratterizzato dall'aggravarsi della situazione economica (parzialmente lenito dall'intervento pubblico), dallo spopolamento delle campagne e dall'immigrazione, nonché dal consolidamento della malavita, specialmente nella cinta urbana napoletana. Nel 1980 un fortissimo terremoto sconvolge l'Irpinia. Con gli anni novanta, dopo l'iniziale shock per la fine dell'intervento pubblico, si palesano notevoli miglioramenti strutturali che si sostanziano nel successo di alcune manifatture e un più armonico sviluppo territoriale, non più esclusivamente centrato sul capoluogo.
Geografia : La Campania è bagnata ad ovest dal Mar Tirreno ed è in prevalenza collinare (51%). La restante parte del territorio è montuosa al 34% e pianeggiante al 15%. La cima più elevata si trova sul confine con il Molise ed è il Monte Miletto (2050 metri). Lungo la costa tirrenica sorgono numerose isole di natura calcarea, come Capri, o di origine vulcanica, come Ischia, entrambe molto note a livello turistico. Il Volturno è l'unico fiume oltre i 100 Km di lunghezza. La Campania è la seconda regione più popolata d'Italia. Napoli è il capoluogo di regione e terza città italiana, con 1 milione di abitanti. Le altre province sono Salerno, Caserta, Benevento ed Avellino. Nella zona attorno a Napoli vi sono altri grossi centri, vicini ai 100.000 abitanti, come Giugliano in Campania, Torre del Greco, Casoria, Pozzuoli. Dal punto di vista economico bisogna distinguere fra due precise zone: quella costiera attorno al napoletano e quella interna. Lungo il litorale hanno luogo tutte le maggiori coltivazioni, ortaggi, frutta, uva, olive. Nell'interno si ha invece la predominanza di cereali. Da sottolineare l'allevamento dei bufali, concentrato nella Piana del Sele. L'industria è sviluppata in vari settori, ma sempre con notevole differenza fra le due aree costiera ed interna. Notevoli sviluppi recenti hanno avuto i settori meccanico, chimico e dell'abbigliamento; Napoli possiede inoltre uno dei principali porti italiani. Il turismo riveste un ruolo importante, grazie alle bellezze naturali ed artistiche presenti in varie parti della regione.
Enogastronomia : Cuore della terra che gli antichi chiamarono "Enotria", ovvero "Terra del Vino", e favorita da una natura generosa che le ha donato un terreno fertilissimo e un clima mite, la Campania aggiunge ai classici e nuovi richiami il prezioso segmento di una enogastronomia unica e rara. Vini generosi e di grande classe (l'elenco delle D.O.C. si allunga ed è oggi tra i più ricchi e variati), sapori e aromi unici, olio di oliva al top della qualità, prodotti nobili e generosi col pregio aggiunto che è proprio delle quantità limitate. In una parola: Alimentazione Mediterranea, la più salutare, la più sapida, la più naturale e igienica. Dai caratteristici menù marinari delle zone rivierasche alla cucina robusta delle aree interne, la "carta" dei vini presenta picchi qualitativi in qualsiasi zona e i piatti, pur con la presenza di una cucina internazionale, parlano la lingua di un sapore antico. Primeggiano la pasta fesca lavorata a mano, la "mozzarella D.O.C" i vigorosi insaccati, la "pizza", trionfi di verdure e frutta, la fragranza dei prodotti genuini e delle erbe aromatiche, le carni bianche e il pesce. Ma, si badi, non in una omologazione assoluta: ogni zona, ogni centro abitato, ogni area apporta l'originalità geniale maturata ed evolutasi nel corso dei secoli, talchè una stessa pietanza non è mai identica, ma varia col variare del posto dove la si consuma, o meglio la si gusta. Sovente la ristorazione riserva la gradita sorpresa di ricette riscoperte perfino dopo millenni. Per i buongustai, infine c'è il dessert di una pasticceria che vanta una lista densa di prelibatezze e una "chiusura" con elisir naturali estratti dall'esuberante fraganza degli agrumi, che in Campania hanno trovato l'ambiente più ideale per dare i frutti migliori.
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