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Denominazione Abitanti |
| Marchigiani |
Codice Istat
11 |
Sigla Regione
MAR |
| Kmq
9.694 |
Montagna
31,20% |
Collina
68,80% |
Pianura
0,00% |
| Capoluogo |
Ancona |
Zona |
| Italia Centrale |
Numero Comuni
246 |
Numero Province
4 |
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| Province
Ancona, Ascoli-Piceno, Macerata, Pesaro-urbino, |
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| Popolazione :
1.470.581
( Maschi :
713.872 | Femmine :
756.709 ) |
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Storia :
Le Marche furono abitate dall'Età del Ferro dai Piceni, popolazione Italica di gruppo Sabellico, che ebbe diversi contatti, prima, con gli Etruschi (VII-VI secolo), poi con il mondo magnogreco (VI secolo), al quale si deve la fondazione della colonia siracusana di Ancona. Intorno al IV secolo il territorio a nord del fiume Esino fu occupato dai Galli Senoni.
Con l'espansione di Roma le popolazioni italiche qui stanziate incominciarono ad avere rapporti poco conflittuali con quest'ultima, con l'eccezione dell'insurrezione anti romana del 269 a.C. Per i Romani il porto di Ancona era molto importante per le rotte verso oriente. Tutta la regione era legata alla capitale dalle vie Salaria e Flaminia.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente il nord della regione cade in mano bizantina (la Pentapoli formata da Rimini, Pesaro, Senigallia, Fano ed Ancona era una delle realtà amministrative greche più importanti in Italia) mentre il sud passa prima sotto i vari regni romano-barbarici per poi transitare nelle mani dei Longobardi con l'annessione al Ducato di Spoleto.
La Pentapoli viene poi donata da Pipino il Breve ai Pontefici, passando sotto il dominio della Chiesa; le Marche rappresentano, con il Lazio, il cuore e la parte più antica dello Stato Pontificio.
Altre realtà territoriali sono invece contese dall'Imperatore o dal Papa o si organizzano come liberi comuni. Fra Medioevo e Rinascimento si consolidano le signorie, con intermittenti golpe di capitani di ventura come Braccio da Montone. Comuni e Signorie vivono secoli di splendore e d relativa indipendenza per poi essere gradatamente assorbiti dallo stato regionale egemone: lo Stato Pontificio. Sono del 1354 le Constitutiones aegidianae del Cardinale Albornoz volte alla sistematizzazione amministrativa delle Marche; il progetto egemone pontificio impegnerà diversi secoli per compiersi definitivamente.
Ancona fu fiorente Repubblica Marinara e viene annessa nel 1532. Camerino fu sotto i Da Varano e Cesare Borgia prima di passare in mano papale nel 1545. Ascoli, dopo la signoria di Francesco Sforza, capitola già nel 1482. Il Ducato d'Urbino fu uno dei più importanti centri del Rinascimento sotto i Montefeltro, prima, e Della Rovere, poi, fino alla devoluzione del 1632.
Le Marche, unificate sotto lo Stato Pontificio, seguono le sorti di quest'ultimo. Con la breve stagione giacobina, la Repubblica Anconitana verrà annessa alla prima Repubblica Romana.
Con la battaglia di Castelfidardo, le Marche vengono definitivamente occupate dall'esercito piemontese e annesse al regno d'Italia, col plebiscito del 4 novembre 1860.
Le Marche non partecipano alla prima rivoluzione industriale. Nel novecento lo sviluppo industriale comporta la nascita di un forte settore alimentare, chimico-farmaceutico, petrolchimico e manifatturiero (mobilifici, tabacchi e carta di Fabriano) che raggiunge il proprio acme negli anni settanta, attraverso un'organizzazione territoriale per distretti industriali che era in controtendenza rispetto le concentrazioni industriali fordiste e ha fatto strada fino ai giorni nostri. |
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Geografia :
Le Marche per zone altimetriche
Le Marche, regione del centro Italia, si colloca sul versante medio Adriatico e occupa 9.694 km² di territorio italiano. Presenta una forma caratteristica di un pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù in verticale da nord a sud. La regione è a prevalenza collinare, il 68,8% del territorio, mentre il restante 31,2% è montuoso.
Il litorale è caratterizzato da ampie spiagge sabbiose, ad eccezione del Monte Conero, che rappresenta il punto più alto del versante marittimo. Gli altri due rilievi della costa sono i due colli che delimitano la città di Pesaro: il colle San Bartolo e il colle dell'Ardizio. Man mano che si procede verso l'interno si delinea la zona collinosa, un'area che si estende per 200 kmq da nord a sud. La dolcezza e la grazia sono i due aggettivi che denotano la magnificenza di questo paesaggio, che l'occhio umano non può certo dimenticare. Nella zona appenninica non si notano cime elevatissime, il gruppo montuoso più elevato è la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo delle provincie di Ascoli Piceno e Macerata, di cui il Monte Vettore (m. 2478) padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (m. 1526), Monte Catria (m. 1702), Monte San Vicino (m. 1479), Monte Pennino (m. 1570), Monte Rotondo (m. 2103), Monte Fema (m. 1575), Monte Priore (m. 2334), Monte Bove (m. 2143), Monte Sibilla (m. 2175), Monte Vallelunga (m. 2221), Monte Porche (m. 2335), Monte Argentella (m. 2201). Il clima è mite con lievi sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevole brezza marina, inverni con regolari piogge di stagione. Nelle zone montuose estati fresche e inverni freddi con ampia possibilità di neve. |
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Enogastronomia :
Cucina Regionale
In tutte le mete dei buongustai spesso non compere le regione delle Marche come meta ambita, e questo è uno degli errori più facili da commettere, in quanto questo regione è da considerarsi fra le più fornite di piatti tipici. Questo non è dovuto al fatto della presenza del tartufo, ma bensì all'originalità dei vari paesi che la compongono, ossia nell' avere ognuno un piatto preparato con ricette "nascoste". Naturalmente fra i sapori caserecci non potevano mancare i formaggi di San Leo e i prosciutti del Monferrato.Il piatto più famoso è sicuramente la lasagna ma a questo punto non è giusto dimenticare l' originalità con cui vengono " farcite" le olive che appunto prendono il nome di "ascolane".
Vini Regionali
Anche se un' antica legenda regionale narra che fu proprio qui che Annibale scopri' il suo vino ideale,il Piceno invecchiato , fra i veri vini D.O.C. troviamo: Lacrima di Morro, Rosso Piceno e Cornero, Bianco dei Colli Maceratesi e il Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Metelica. |
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